✔ XS - piccolissima (205 x 324)
✔ S - piccola (274 x 432)
✔ M - Media (377 x 594)
✔ L - Grande (381 x 600)
Originale
Fiavè
Castel Campo
Viaggiata nel luglio del 1933 da Ponte delle Arche a Roma
Giuseppe Dossi - Castel campo - Fiavè
Splendida incisione e rarissima cartolina
Il Castello di Campo, nelle Giudicarie Esteriori, sorge su uno sperone di roccia tra il torrente Duina a ovest e il Rio Rezola ad est, isolato dal bosco e dalle rive ripidissime dei due corsi d'acqua. Il luogo era considerato sacro dai romani, che lo dedicarono al dio Silvano, patrono delle foreste. Fu poi adibito a "castelliere" fin dall'antichità, per la difesa della popolazione che vi si trasferiva in caso di pericolo.
Nel 1163 il castello è menzionato per la prima volta in un documento ufficiale insieme alla famiglia dei Campo, che lo abitò per piu' di 300 anni, contendendosi terre, poteri e ricchezza con altre importanti famiglie trentine. Alla primitiva torre di legno si sostituirono poco a poco costruzioni in pietra e muratura e una prima torre rotonda in pietra verso il 1200. Vi si aggiunse la cappella di S. Nicolò e, intorno al 1400, la seconda torre rotonda.
Il 1300 trascorse tra un'infinità di conflitti e battaglie, mentre la famiglia acquistava sempre maggior potere ed autorità. La popolazione del luogo veniva continuamente danneggiata da pestilenze (notevolmente quella del 1348), razzie e incendi dovuti ai conflitti tra i feudatari. Queste devastazioni portarono nel 1439 alla quasi completa distruzione di Castel Campo, che fu poi ricostruito da Graziadeo da Campo tra il 1444 e il 1457, anno in cui morì.
L'investitura al fratello naturale Nicolò non fu accettata dal vescovo Hack, che trattenne per sé il castello, rifiutando anche la richiesta di Matteo Galasso, cugino di Graziadeo, di subentrare . Nel 1468, la famiglia Trapp ottenne l'investitura e abitò il castello per più di 400 anni, arricchendolo di affreschi e nuove costruzioni.
Nel 1891 i Trapp vendettero il castello al tedesco Teodor Rautenstrauch che fece costruire una nuova torre ottagonale e abbassare il muro che chiudeva il cortile a ovest. Costituì sulle terre circostanti una fiorente azienda agricola che dette lavoro a buona parte della popolazione in un momento di grande miseria e povertà.
Al termine della prima guerra mondiale, il castello si ritrovò in territorio italiano, e Rautenstrauch dovette con gran rammarico tornare in Germania. Nel 1920, il milanese Cesare Rasini comprò Castel Campo e lo fece restaurare su progetto dell'architetto Livio Provasoli Ghirardini Busto Arsizio, Va 1867 - Mantova 1955) e affrescare dal pittore veronese Carlo Donati. Il castello è tuttora abitato dalla famiglia Rasini.
Dal sito Castel Campo
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